COMUNE DI BRISSAGO
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Escursioni
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Lungolago
Il territorio stesso, con le sue attrattive paesaggistiche permette la pratica degli sport acquatici, dell'escursionismo e dell'alpinismo.

Strutture adeguate quali il Lido Comunale, la Capanna al Legn, e le Isole sono un punto di riferimento sicuro per chi ama il contatto con la natura. Inoltre il borgo offre la possibilità di giocare a tennis, diversi parcchi giochi per i bambini e la stupenda passeggiata a lago.
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Isole di Brissago

Brissago si distingue da tutti gli altri comuni ticinesi per le sue due meravigliose isole collocate nella parte più settentrionale delle Alpi insubriche nella Zona kinzigitica, così denominata dagli gneis kinzigitici che costituiscono il substrato roccioso ed affiorano in  numerosi punti, in particolare lungo la riva dell’isola minore. Per il resto la roccia è ricoperta da una sottile coltre morenica. Le Isole di Brissago sono le due cime di una collina scolpita dall’erosione lungo l’antica linea spartiacque delle valli del Ticino e della Maggia.

Da questa particolare posizione, al tramonto, si può assistere ad affascinanti colori avvolti da una magica atmosfera.

Clima

Immerse nelle acque del Verbano, che accumulano calore durante l’estate e lo restituiscono in inverno, protette dalla catena alpina e ricche di sole, le Isole di Brissago godono di un clima particolarmente mite, con pochi giorni di gelo all’anno. È un clima a tutti gli effetti subtropicale.

 

Il Giardino

Per tutti gli amanti della natura, il parco botanico é una preziosa riserva di piante rare e uniche nel loro genere in Svizzera. Nel giardino sono coltivate circa 1’700 specie di piante provenienti dalle principali aree a clima mediteraneo (bacino mediterraneo, Cile, Sud Africa, SO Australia e California) e dalle aree a clima subtropicale umido (in particolare dall’Asia, ma anche N e & S America e Oceania).

Sull'isola Grande sorge anche la Villa Emden, ora luogo di ristoro. Al secondo piano si possono seguire delle conferenze, organizzare vari corsi, seminari o pernottare. Inoltre esiste la possibilità di organizzare banchetti, aperitivi e matrimoni con un attracco per le barche private.

 

 

Info parco botanico:

Tel. +41 (0)91 791 43 61
Fax +41 (0)91 791 07 63

E-mail info@isolebrissago.ch

 

Info per pernotamenti e ristorante:

Ristorante Hotel Isole di Brissago
Tel. +41 (0)91 791 43 62
Isole di Brissago cp 563
CH - 6614 Brissago
 
www.isolebrissago.ch
events@isolebrissago.ch
restaurant@isolebrissago.ch
hotel@isolebrissago.ch
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Capanna Al Legn

Lago e montagna: questa eccezionale ricchezza della natura la si può ammirare dal Rifugio "Al Legn", a 1800 metri di quota, sul Gridone, montagna che affonda le radici nel Verbano, a Brissago.

L'antico borgo lacustre è conosciuto per il suo clima e per la famosa Fabbrica Tabacchi fondata nel 1847.

Lo splendido panorama che si presenta sulle pendici del Gridone, già negli anni '60, aveva fatto maturare in alcuni appassionati brissaghesi l'idea di costruire un punto di appoggio per gli escursionisti che frequentavano i sentieri della regione, diretti soprattutto alla vetta. Nel 1992 venne fondata l'associazione Amici della Montagna Brissago, con lo scopo di realizzare un rifugio per semplici soste o brevi soggiorni. Non è stato facile reperire i fondi necessari. Ma le difficoltà in montagna rinsaldano i legami e accrescono l'impegno. Così grazie alla disponibilità del Cantone (fondo sport-toto), di associazioni ed Enti locali, ma soprattutto della generosità dei privati, in meno di tre anni la moderna ed elegante costruzione è stata portata a termine con un investimento di oltre 300'000 franchi.

Per la costruzione del Rifugio Al Legn fondamentale è stato anche l'apporto del volontariato degli Amici della Montagna. Il sogno si è coronato con la realizzazione di un "piccolo gioiello" (come è stato definito) ubicato su un minuscolo terrazzo panoramico dal quale si gode un grande abbraccio sul Lago Maggiore e sulle montagne circostanti.

Facilmente raggiungibile anche dai principianti e dalle famiglie, il rifugio e divenuto subito meta di tanti appassionati ed è stato donato dagli Amici della Montagna al Patriziato di Brissago che è anche proprietario del sedime di costruzione.

Pizzo Leone
Amare la montagna, percorrendone i sentieri nascosti

Da tempo viene fatto un grosso sforzo per migliorare i sentieri che collegano le varie località e soprattutto rendere più agevoli quelli che conducono dalla zona monti alle vette, che si specchiano nel lago. Una rete completa di sentieri (chiaramente indicati in una cartina geografica, ideata specificatamente per i turisti) si snoda tra boschi ridenti, toccando località immerse nel verde. Nella zona alta, si raggiunge la Corona dei Pinci, il Pizzo Leone ed il Ghiridone, con una magnifica vista sul lago e sulle località rivierasche.

Tra le realizzazioni di questi ultimi anni segnaliamo la Capanna Alpina, in località al Legn, che permette agli escursionisti ed agli amanti della montagna di organizzare gite e soggiorni indimenticabili in un quadro alpino irripetibile. Gli alpeggi di una volta (Naccio, Alpe Casone, Mergugno, Arolgia, Cortaccio, ecc.) rimangono quali vestigia di un passato contadino ormai presente solo nella memoria degli anziani.

Anche qui, miracolo della natura, si erge il Bosco Sacro che, con la fioritura del citisio, tinge di giallo un ampia zona boschiva sopra Mergugno.
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Gridone (la vetta dai tre nomi)

Maestosa vetta sul confine fra Svizzera e Italia, il Gridone vanta un piccolo record: quello di avere tre nomi.

Gridone o Limidario riporta la Carta nazionale, fonte probante in materia.

Ma nel Locarnese nelle Centovalli e nel resto del Ticino il toponimo più diffuso è Ghiridone. Salvo a Brissago: i padroni di casa sono fedeli al loro Gridone ossia alla formulazione ufficiale.

Infine, l'appellativo Limidario è in uso nel versante italiano. Al pari delle cime prealpine più imponenti, anche questa ha come tradizionale riferimento panoramico la "Madonnina del Duomo di Milano". Non pochi sono gli appassionati che nelle chiare notti di luna compiono la salita notturna al Gridone per ammirare un'incantevole panorama.

Secondo testimonianze, di notte si possono addirittura scorgere …"le scie luminose dei tram" della città lombarda. "Di lassù volgevamo l'occhio con ansia, quasi impauriti dall'aspetto degli abissi che circondano l'aerea rupe", scriveva nel 1860 il naturalista ticinese Luigi Lavizzari. Particolarmente vasta e imponente la vista sul Monte Rosa, sui „quattromila" del Vallese, sui laghi e sulla pianura padana.

Itinerario:
Da Brissago si può scegliere per l'avvicinamento in auto fra la Costa di Mezzo di Incella, con il terminale a Mergugno (1050 m circa), o la costa più meridionale, che da Piodina arriva al Cortaccio (1067 m).

Due tragitti asfaltati, di circa 7 km. Da Mergugno si cammina in un bosco ricco di essenza, fra le quali spiccano annosi esemplari di maggiociondolo (cìtisio), considerati tra i più belli dell'intera area subalpina. È il bosco sacro di Brissago , rigorosamente protetto fin dal Medioevo. Con ampi tornanti si sale lambendo l'Alpe Arolgia (1740 m), dotata dal 1982 di una fontana con acqua continua prelevata da una sorgente perenne. Appena sopra, sorge il rifugio Al Legn.

Il secondo itinerario parte dal Cortaccio, un altro maggengo diventato soggiorno per vacanze. Questo percorso è più panoramico. Poco dopo la partenza, sulla sinistra, è stato riportato all'antica bellezza un acquedotto alpestre, scavato nella roccia.

A Penzevrone, (1218 m) il sentiero si biforca. A sinistra si sale alle baite abbandonate di Vantarone e a quelle più alte di Avaiscia e di Voièe (1730 m) da dove, attraversando la valle in leggera salita, si giunge al rifugio del Legn (all'Alpe Avaiscia: interessante masso con incisioni rupestri). Prendendo invece a destra, si pianeggia fino a superare il torrente per poi inerpicarsi su un ripido tracciato che affronta direttamente la Costa di Cembia, dominante sul Verbano. Superato un torrino di sassi, alto più di due metri (presso il quale c'era un estemporaneo riparo delle guardie doganali, si prosegue fino alla piccola capanna, costantemente visibile dal basso.

Dal rifugio - in splendida posizione - si continua fino alla Bocchetta di Valle (1948 m), dove appare la cuspide terminale del Gridone. Qui convergono anche il sentiero che sale direttamente da Voièe, meno evidente, e quello che arriva dal vallone di Bordei, nelle Centovalli. Si abbandona il versante brissaghese per proseguire in diagonale su quello centovallino superando un breve canale di facili rocce che conduce sulla cresta spartiacque con la Valle Cannobina. La si percorre sul versante meridionale fino alla cima (2188 m) con la grande croce innalzata nel 1933. Chi intende compiere la traversata del Gridone ha tre possibilità. La più semplice è quella di scendere a Palagnedra nelle Centrovalli, ritornando alla Bocchetta di Valle, dove si piega a sinistra calando lungo il sentiero fino a Bordei. A Palagnedra si può arrivare anche proseguendo dalla cima del Gridone sulla cresta fra le Centovalli e la Cannobina fino alla Bocchetta del Fornale per scendere quindi a destra. Itinerario per escursionisti esperti. Dalla Bocchetta del Fornale si può infine deviare a sinistra verso Cavaglio o Spoccia, in valle Cannobina.

Chi invece intende assaporare un ancor più ampio panorama sul Verbano e sulla nervosa catena dei Lenzuoli, dalla Bocchetta di Valle sale verso est per ca. 15 minuti verso la cima della Fumadiga a 2013 m.s.m. La croce sul Ghiridone fu eretta nel 1933 su iniziativa di Don Augusto Giugni a commemorazione del 19° centenario della Redenzione di Gesù. Le cime delle nostre montagne sono costellate di croci, grandi e piccole, umili o monumentali. Tutte sono un segno della fede che animava chi ci ha preceduti e che, ci auguriamo, riesca ancora ad animare la gente di oggi.

Del resto siamo convinti che, specialmente gli amanti della montagna, passando davanti a una cappella o a una croce, non mancano di rivolgere un pensiero riconoscente al Creatore di ogni cosa. Una delle testimonianze più significative di questa devozione è data dalla croce del Ghiridone (o Limidario), la montagna che si innalza a ovest del Locarnese e dalla cui cima (2187 m/sm) lo sguardo spazia su gran parte dell'alto bacino del Verbano e sul maestoso entroterra delle nostre valli. L'iniziativa di erigervi una croce fu lanciata nel 1933. Anno Santo detto Giubilare: ne fu promotore don Augusto Giugni, allora prevosto di Intragna, nonchè appassionato alpinista e provetto sciatore. Il progetto interessò la gente della regione; furono in molti ad aderire con entusiasmo: uomini e donne, giovanotti e fanciulle.

L'impresa non fu uno scherzo: si trattava di portare su un punto panoramico del crinale il materiale occorrente per realizzare una monumentale croce di ferro, progettata dall'architetto Mazzi. Al trasporto presero parte gli intragnesi e molti altri abitanti delle valli: donne che col gerlo, con la cadola o sulle spalle portavano un pezzo della futura croce. Ma il tour de force lo si deve a un folto gruppo di locarnesi, per la maggior parte oratoriani. Per l'erezione si adoperarono particolarmente i fratelli Pierino e Pio Mainoli.

Ma tanti altri diedero il loro contributo. Poi, finalmente, il 1° agosto del 1934 una folla di fedeli salì sull'erta della montagna per assistere all'inaugurazione e alla messa, celebrata dal canonico di Brissago Don Pio Jolli.

"Articolo di Gianni Mondini - tratto dalla Rivista"
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Bosco Sacro Maggiociondolo
Bosco Sacro

Da tempo in territorio di Brissago è stata osservata la presenza di una vegetazione particolarmente ricca ed esotica. Lungo le rive del Verbano il clima mite ha permesso a molte specie vegetali mediterranee d'insediarvisi.

Sopra Brissago particolari condizioni geologiche, climatiche e culturali hanno influito positivamente sullo sviluppo e la crescita di una specie arborea di estrema bellezza: si tratta del maggiociondolo di montagna (nome scientifico: Laburnum alpinum). Esso forma sui monti di Brissago veri e propri popolamenti puri, secondo gli esperti, unici per forma, dimensioni e bellezza in Svizzera. Di questi boschi particolarmente belli sopra Mergugno, (monti di Incella sopra Brissago), si parla da secoli. Il valore estetico doveva essere conosciuto già allora.

Soltanto negli ultimi decenni però, dopo che diversi naturalisti segnalarono l'importanza e l'alto valore naturalistico della zona, l'oggetto suscitò l'interesse del Comune e del Patriziato di Brissago. Essi chiedono ora, con la collaborazione attiva del Servizio Forestale, una maggiore protezione dell'area nei sensi della legislazione in vigore.
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Canalitt
Canalitt

I canalitt si trovano appena prima di arrivare al Cortaccio, vale la pena visitare un'opera interessante, e ancora funzionante, unica nel suo genere: si tratta dell'antico acquedotto del Cortaccio, ripristinato nel 1992 grazie al lavoro svolto da un folto gruppo di volontari comprendente apprendisti, pompieri di montagna, militari e villeggianti, i quali grazie all'importante aiuto del Rotary Club di Locarno e del Municipio di Brissago hanno potuto ripristinare l'opera. L'acqua veniva captata in un vicino riale e trasportata al Cortaccio mediante delle condutture, a cielo aperto, scavate in lastre di pietra naturale. In ogni tratta di condotta veniva realizzata la parte "femmina" e "maschio", in modo tale che la "tubazione" non avesse delle perdite sulle giunture.

Arrivata al Cortaccio la condotta continuava per molti chilometri servendo le altre frazioni che si trovavano a valle di questa località. Si presume che questo acquedotto portasse l'acqua fino al piano, nella zona oggi denominata "Fabbrica Tabacchi". Con la realizzazione del nuovo acquedotto (1908), con tubi in ferro obbligatoriamente interrati, questo sistema antico di trasporto venne parzialmente abbandonato.

Scendendo verso il piano si incontrano numerose fontane che in passato dovevano essere rifornite da questo antico acquedotto.
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Ultimo aggiornamento della pagina: 14.11.2016
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